Valanga al Manaslu

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Alpinisti travolti da una valanga al campo 3 della montagna nepalese.

Il bilancio è di tredici vittime, tra sherpa e alpinisti occidentali, a seguito della micidiale valanga che ha colpito il campo 3 del Manaslu la notte scorsa. Dato l'orario, attorno alle 4 del mattino, gli alpinisti erano tutti in tenda quando l'enorme massa e il terribile spostamento d'aria hanno letteralmente spazzato il campo, trascinando via tende ed occupanti. Alcuni sono riusciti a salvarsi poichè le tende sono rimaste in superficie, mentre purtroppo altri sono rimasti intrappolati nelle tende trascinate via o sepolti sotto la massa di neve e ghiaccio. Tra questi l'Italiano Alberto Magliano ed il suo sherpa, membri della spedizione guidata da Gnaro Mondinelli e di cui facevano parte anche Christian Gobbi e Marco Confortola
Ora Mondinelli e compagni - che sono incolumi - sono rientrati a Kathmandu assieme Nima Nuru Sherpa, il titolare dell'agenzia che ha organizzato la spedizione. Sono stati recuperati anche sei corpi dei (per ora) tredici sfortunati alpinisti e sherpa dispersi.

Al Manaslu c'era grande affollamento - come spesso accade da qualche anno a questa parte; questo anche per l'ennesima chiusura dei confini tibetani da parte delle autorità cinesi, cosa che ha obbligato parecchie spedizioni dirette a Cho Oyu e Shisha Pangma a dirottare sul Manaslu. Le condizioni stesse della montagna, stando alle notizie degli alpinisti presenti, erano di grande caldo e di scarso innevamento fino a pochi giorni fa, quando una bufera ha accumulato neve in grande quantità. Tutte condizioni queste che possono aver pesantemente influito sulla tragedia.

Maggiori notizie arriveranno senz'altro nelle prossime ore, con l'arrivo a Kathmandu dei feriti e degli alpinisti evacuati.